sabato 13 settembre 2014

Recensione: Con la mia valigia gialla


Titolo: Con la mia valigia gialla
Autrice: Stefania Bergo
0111 Edizioni


Questa è la storia vera di una ragazza che, compressa in un’esistenza che le stava stretta, decide di partire per tre settimane di volontariato in Africa. Il romanzo è un po’ il suo diario di viaggio: il suo arrivo a Nairobi, poi all’ospedale St. Orsola di Matiri, infine il suo rientro e la successiva decisione di tornare, cosa che l’autrice ha poi fatto, in anni successivi. Questo libro merita davvero di essere letto e, devo dire, è stata veramente una piacevole scoperta. Stefania Bergo ha uno stile semplice, senza fronzoli. Stile che poteva risultare scarno e invece non lo è mai. Stefania Bergo ci porge l’Africa con grande immediatezza, e lo fa condividendo con noi il suo vissuto. Così noi vediamo attraverso i suoi occhi tutto ciò che lei ha visto e ripercorriamo ad una ad una le sue emozioni. Perché la peculiarità di questo romanzo è che riesce ad essere al contempo sia intimista che analitico: l’autrice sa trasmettere tutta la gioia che la sua esperienza le ha recato, ma mette anche in luce le contraddizioni di continente come l’Africa dove le risorse sono quantomeno mal distribuite, o anche solo di una città come Nairobi dove convivono persone ricchissime e famiglie poverissime. L’Africa è descritta come il paese dei contrasti dove vita e morte sono due facce di un’unica medaglia. Eppure il romanzo è positivo e comunica gioia. La speranza non viene persa neppure nel capitolo in cui si accenna con grande delicatezza alla morte di due bambini all’interno dell’ospedale. Questo romanzo non nasconde niente, non presenta l’immagine bucolica di un luogo da favola che non esiste. Tutto ciò che deve essere detto, viene detto, ma sempre con estrema lievità, sempre per sottolineare quali sono i veri valori della vita. Stefania Bergo descrive con grazia un’esperienza molto intensa. Romanzo consigliato a tutti.

1 commento:

  1. Bellissima recensione, brava!
    Hai raggiunto lo scopo: viene voglia di leggerlo. E di leggerti ^_^

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Un errore di gioventù

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