Oggi mi sono fatta le mie più grasse risate perché la tenutaria di un cosiddetto blog letterario (Tamara V. Mussio di Gli Spaccia Lezioni) a cui avevo incautamente affidato uno dei miei libri ha pubblicato una recensione a dir poco impietosa.
Ne pubblico un paio di stralci e lo faccio con il p-stamp, affinché, in caso di modifiche future, non vada perduta la prima gloriosa versione che è veramente una chicca.
Ma veniamo a noi e vediamo perché la cosa mi fa veramente ghignare. La Mussio scrive:
"La storia si apre con una panoramica su cinque coppie: Fabiana – Iago, Patrick – Futura, Giovanni – Manuela, Elettra – Ted, Mac – Julie,"
1° obiezione: non c'è NESSUNA JULIE!
Poi prosegue:
"In mezzo a queste dinamiche spunta la storia di Luis Crawford, fratello di Ted, detenuto nel braccio della morte e in attesa di sentenza definitiva".
SBAGLIATO SBAGLIATISSIMO, il mio povero condannato ha già avuto la condanna definitiva e attende con angoscia che la sentenza sia posta in essere, cioè attende già la morte. C'è una bella differenza (2° obiezione).
Infine va avanti:
"Lo stesso registro linguistico viene utilizzato dall’ingegnere elettronico, dalla cameriera, dalla casalinga e dall’avvocato. In pratica, da tutti i personaggi, che non hanno una caratterizzazione linguistica che permetta di distinguere gli scambi di battute".
3° obiezione: TROVATEMI LA CAMERIERA E LA CASALINGA nel mio libro, perché io non le ho proprio viste. Forse c'era una barista, che però di primo mestiere era una laureanda in lettere e se parlava bene un motivo dunque ci stava. E l'ingegnere c'è (il mio adorato Patrick <3), ma non è elettronico. E questa era la 3° e ultima obiezione.
Tutto ciò, scrive la Mussio insieme ad altri complimenti, per sentenziare che con il mio romanzo ho fallito nell'intento, da cui deduco che la mia storia non le sia arrivata.
Cara Tamara, sono realmente dispiaciuta che la mia storia non ti sia arrivata, che i miei personaggi non ti abbiano colpito e affascinato.
Converrai con me però che "Julie", "la cameriera", "la casalinga" e "l'ingegnere elettronico" non potevano arrivarti, e ti confido una cosa, non sono mai arrivati nemmeno a me, perché proprio NON C'ERANO....
Un'altra volta, prima di stroncare un'opera altrui, magari il libro leggilo anziché sfogliarlo, che ne dici? Che poi magari qualcuno ci crede anche alle castronerie che scrivi, eh?
Pensa se perdo dei lettori perché cercavano proprio l'ingegnere elettronico e la cameriera che non c'erano...
Copyright Elena Genero Santoro Settembre 2014.
lunedì 1 settembre 2014
giovedì 24 luglio 2014
Recensione: Biglietto di terza classe, di Silvia Pattarini
Titolo: Biglietto di terza classe
Autrice: Silvia Pattarini
0111 Edizioni
Sinossi:
Lina è una ragazza di vent'anni che agli albori del '900 emigrò in America in cerca di fortuna. Il lungo viaggio per mare sul bastimento, con destinazione New York. Le paure durante la traversata, in terza classe, giù nella stiva, con emigranti che fuggivano dalla disperazione alla ricerca di una vita migliore. Il Nuovo Mondo, gli umilianti controlli sull'isola di Ellis, chiamata dai migranti "l'Isola delle lacrime". La nuova vita da cittadina americana. Le difficoltà, le lotte per i diritti delle donne e contro lo sfruttamento minorile. I pericoli e le avversità da affrontare. Infine l'amore, ma per questo ci sarà un alto prezzo da pagare.
Breve recensione:
Un libro indubbiamente interessante nei contenuti storici, perché ripercorre il viaggio, avvenuto all'inizio del Novecento, di una giovane donna che emigra dall'Italia verso l'America. La storia, che ha origine da una vicenda familiare, pur parlando di una storia individuale, ripercorre tutto ciò che è stato il fenomeno dell'emigrazione verso gli Stati Uniti e narra una per una le problematiche con cui gli emigranti si sono dovuti scontrare, dal momento dell'imbarco fino alla decisione di rientrare in patria, molti anni dopo. Così il lettore può immedesimarsi nelle tragiche condizioni igieniche della terza classe, nello sfruttamento del lavoro a New York, nella diffusione del lavoro minorile e nelle inesistenti precauzioni di sicurezza dei luoghi di lavoro. Infine si parla di mafia e di razzismo, verso i neri e verso gli italiani. Questo libro è un romanzo storico, che ha un indubbio valore documentale e che intreccia la vita della ventenne Lina con fatti tragici di risonanza collettiva.
Autrice: Silvia Pattarini
0111 Edizioni
Sinossi:
Lina è una ragazza di vent'anni che agli albori del '900 emigrò in America in cerca di fortuna. Il lungo viaggio per mare sul bastimento, con destinazione New York. Le paure durante la traversata, in terza classe, giù nella stiva, con emigranti che fuggivano dalla disperazione alla ricerca di una vita migliore. Il Nuovo Mondo, gli umilianti controlli sull'isola di Ellis, chiamata dai migranti "l'Isola delle lacrime". La nuova vita da cittadina americana. Le difficoltà, le lotte per i diritti delle donne e contro lo sfruttamento minorile. I pericoli e le avversità da affrontare. Infine l'amore, ma per questo ci sarà un alto prezzo da pagare.
Breve recensione:
Un libro indubbiamente interessante nei contenuti storici, perché ripercorre il viaggio, avvenuto all'inizio del Novecento, di una giovane donna che emigra dall'Italia verso l'America. La storia, che ha origine da una vicenda familiare, pur parlando di una storia individuale, ripercorre tutto ciò che è stato il fenomeno dell'emigrazione verso gli Stati Uniti e narra una per una le problematiche con cui gli emigranti si sono dovuti scontrare, dal momento dell'imbarco fino alla decisione di rientrare in patria, molti anni dopo. Così il lettore può immedesimarsi nelle tragiche condizioni igieniche della terza classe, nello sfruttamento del lavoro a New York, nella diffusione del lavoro minorile e nelle inesistenti precauzioni di sicurezza dei luoghi di lavoro. Infine si parla di mafia e di razzismo, verso i neri e verso gli italiani. Questo libro è un romanzo storico, che ha un indubbio valore documentale e che intreccia la vita della ventenne Lina con fatti tragici di risonanza collettiva.
mercoledì 18 giugno 2014
Patrick - Principi Azzurro Sangue ovvero perché il vampiro fa la fortuna degli scrittori
L’articolo a
seguire non è una vera e propria recensione, anche se lo spunto è stato
indubbiamente tratto da un libro, l’ultimo che ho letto, che per me è stato una
vera e propria rivelazione, c’è poco da dire. Il libro si intitola “Patrick –
principi azzurro sangue” di Paola Gianinetto, edito da Emma Books.
Il libro mi è
piaciuto per davvero, me lo sono bevuto d’un fiato. Oltretutto è ben
scritto, scorrevole, non troppo dark, che dal mio punto di vista è un aspetto a
favore.
Sarebbe un
romance allo stato puro, se non fosse che i protagonisti, e in particolare, il
protagonista maschile in assoluto, è un vampiro. Dunque si tratta di romance,
ma anche di fantasy. E questo, ho capito, è un mix vincente, da cui, ecco, la
mia rivelazione. L’ingrediente fantasy può rendere perfetto il romance.
E dopo Twilight,
True Blood e altre cosucce così, il vampiro continua a mietere successi e ho
capito il perché. È un personaggio straordinario quanto basta per poter
diventare un principe azzurro senza destare sospetti.
Troppe volte
infatti, nei romance puri, i protagonisti “umani” risultano stereotipati e gli
eroi maschili sono uomini perfetti, senza macchia e senza paura, belli, arditi
e passionali, ma assolutamente introvabili nel mondo reale, e questo, per una
come me, è assai fastidioso.
Io infatti non ho
mai potuto sopportare in letteratura il maschio impeccabile, perché non c’è. E
il sogno, quando anche inizia, deve comunque partire da una base realistica, se
il contesto descritto intorno è realistico. Parlando da scrittrice amante del
sentimento, ho tentato di risolvere la faccenda ideando protagonisti maschili
(uno su tutti, il mio Patrick Sartoris) belli e comprensivi quanto ogni donna
potrebbe desiderare, ma comunque con alcune vistose pecche (un invalidante problema
di salute e una ingente dipendenza da lavoro, nel mio caso). La conseguenza è
stata che dal romance i miei romanzi hanno cominciato a convergere
inevitabilmente verso il mainstream. Nulla di male, ma per un romance puro non
è questa la soluzione.
Per fortuna
qualcun’altra, in questo caso Paola Gianinetto, ci ha pensato e ha trovato un
sistema più convincente.
Per chi come me
ama il romance, sì, ma vorrebbe anche un contorno credibile, paradossalmente il
vampiro, così palesemente incredibile, aggiusta tutto. Perché sapendo che il
vampiro nella realtà non esiste, è possibile sognare a occhi aperti e
immaginare senza difficoltà tutto ciò che lui incarna: l’uomo smisuratamente
bello, tenebroso quanto basta, ma gentile, premuroso e appassionato e mai
violento verso le donne. Si può trovare nella realtà un tipo così? Proprio no,
anche se una ci spera sempre. Ma sapendo che si tratta di un vampiro, di una
creatura mitologica, tutto è possibile e credibile. Ho scoperto l’acqua calda?
Lo confesso, sono una lettrice onnivora e feroce, ma poco pratica di fantasy. E
tuttavia, con un libro come questo, la lettrice bramosa di sentimento che è in
me può godersi dalla prima all’ultima riga la relazione travagliata ma intensa
e dolce del vampiro Patrick e della umana Anita, senza più porsi domande. Lui è
l’uomo che tutte noi vorremmo, beata lei che lo ha incontrato.
E pensare che
all’inizio ho scaricato il libro per mera curiosità, perché il protagonista si
chiamava Patrick e mi ero domandata quanti punti in comune potesse avere col
mio Patrick.
Ora posso dire
che in qualcosa i due Patrick si assomigliano. Qualche affinità ce l’hanno.
Hanno un viso perfetto (il mio Patrick non ha lo stesso fisicaccio, però), una
gentilezza d’animo non comune e pure qualcosina da nascondere, in prima
battuta; almeno inizialmente appaiono più cattivi di quello che sono.
Incidentalmente, hanno una buona cultura e parlano correntemente italiano e
inglese (il mio Patrick è un secchione italo-inglese, dunque bilingue, l’altro,
il vampiro, è tuttologo). Poi si innamorano dell’eroina di turno e le rimangono
fedeli in eterno, rispettandola come nessun egoista ordinario potrebbe mai
fare. In fondo è questo che noi donne andiamo cercando, no? Un uomo comprensivo
che ci voglia bene senza mai annoiarci.
Non un maschio
violento e prepotente che ci fa perdere la testa e ci ripaga con egocentrismo e
magari botte, vero? Perché poi c’è anche un altro genere di romance che ha per
protagonisti degli stronzi assoluti dietro ai quali la protagonista femminile
si danna per tutto il libro fino alla redenzione di uno dei due: o lei che lo
manda a stendere (recuperando logica e amor proprio) o lui che magicamente si
redime (finale incredibile, più incredibile del fantasy).
Ma non è questo
il caso.
© Copyright Elena
G. Santoro giugno 2014
martedì 17 giugno 2014
La bestia nel corpo dell'angelo
Autrice: Sheyla Bobba
Editore: SBC
Uscita: gennaio 2010
Disponibile in versione cartacea e ebook
© Copyright Elena G. Santoro giugno 2014
Editore: SBC
Uscita: gennaio 2010
Disponibile in versione cartacea e ebook
C’è una sola cosa
che non ho compreso del libro “La bestia nel corpo dell’angelo” di Sheyla
Bobba: perché qualcuno l’ha odiato e criticato? Così sta scritto, proprio all’inizio,
e sinceramente non ne vedo il motivo.
“La bestia nel corpo dell’angelo” racconta la
Fibromialgia, malattia non mortale ma invalidante, anche se in Italia non è
riconosciuta come tale, ne descrive dettagliatamente cause e sintomi. Ma questo
libro non è un compendio di medicina, anzi, è la testimonianza della malattia
vissuta dal punto di vista di chi ne porta il peso e da chi vuole, pretende di
far sentire la propria voce. Pertanto l’elenco dei sintomi, quando presente, è funzionale
a farne comprendere tutte le implicazioni, a spiegare a chi non sa, perché
veramente non sa e non ha mai provato, cosa significa sentire male alle braccia
e alle gambe costantemente, cosa vuol dire essere rallentati in tutto e fare il
doppio della fatica per raggiungere i risultati che gli altri ottengono senza sforzo. Perché purtroppo è lì che si
innesta il pregiudizio, è quando la gente crede che in fondo tu sia svogliata,
o depressa, o lagnosa, che il tuo sia un problema “psicosomatico” e come tale
assolutamente immaginario. È quando ti
chiede prestazioni che non sei in grado di fornire, oppure, al contrario, ti
tratta pietosamente come una bambola di porcellana. È quando neanche i medici talvolta
ti danno corda, perché non sono abbastanza aggiornati, perché sono convinti che
i “veri malati” siano altri. Invece la Fibromialgia è qualcosa di reale e, a
tutt’oggi, di scientificamente rilevabile, anche se lo stato ancora non se n’è accorto. E quindi vorrei dire GRAZIE a
Sheyla Bobba, per aver condiviso un pezzo della sua vita, per averci fatto
assaggiare quanto il gesto più banale possa essere spossante per un malato di
Fibromialgia, per averci fatto immedesimare nella sua quotidianità, e tutto ciò
senza vittimismo anzi, al contrario, con grande grinta e coraggio. Sheyla Bobba
ci parla di sé, del suo problema, lo dettaglia in tutti i risvolti, ma non si
piange addosso. Ci informa e ci fa identificare con lei. Solo così possiamo
comprendere, e non compatire.© Copyright Elena G. Santoro giugno 2014
giovedì 15 maggio 2014
Recensione breve: Quel ridicolo pensiero
Titolo: Quel ridicolo pensiero
Autrice: Simona Giorgino
Casa Editrice: 0111 Edizioni
Autrice: Simona Giorgino
Casa Editrice: 0111 Edizioni
Sinossi: Carina ha un ragazzo che la ama. La loro storia potrebbe dirsi
perfetta, non fosse per il successo sul lavoro che, negli ultimi tempi, per lui
sembra essere diventato una priorità. Quando un evento decisamente insolito si
abbatte sulla sua vita e sembra farle dimenticare l'uomo che ama per
avvicinarla a un'altra persona, Carina sente il bisogno di fare chiarezza
dentro di sé. Sarà un breve viaggio alla ricerca della verità che Carina
intraprenderà con le sue pazze coinquiline e che le fornirà la risposta a tutti
i dubbi che offuscano la sua mente. Un romanzo che vuole comunicare
l'importanza di saper scegliere, di saper dire no a quei "ridicoli
pensieri" che spesso si insinuano nella mente senza chiedere il permesso,
scombussolando l'equilibrio di una vita intera.
Breve recensione
di Elena G. Santoro: Per chi ama la commedia allegra e divertente, leggera e a
tratti surreale, questo libro è caldamente consigliato. L’autrice, che in
questo senso riprende il genere della Kinsella, riesce a dare comunque
un’impronta originale e a creare un contesto attuale, giovane e tutto italiano.
Inoltre il libro è molto ben scritto, cosa che rende ancora più piacevole la
lettura. Consigliato per chi vuole trascorrere alcune ore nella più totale
spensieratezza.
© Copyright Elena G. Santoro maggio 2014 martedì 6 maggio 2014
Recensione breve: La forza di una donna di Patrizia Berti
Titolo: La Forza di una Donna
Autrice: Patrizia Berti
Editore: 0111 Edizioni
Sinossi: Giulia è una giovane donna, mamma e moglie a tempo pieno, provata dalla vita, che l'ha privata in giovane età dei genitori, dai tradimenti del marito e delusa dalle amicizie. Decide che è arrivato il momento di cambiare e per farlo si mette alla ricerca di un lavoro. Ma la nuova occupazione porta con sé una serie di avvenimenti che sconvolgono la sua vita, fino a quel momento piatta e noiosa. Trova ad attenderla l'amore, la passione e il tormento, fra le braccia di un imprenditore egoista e presuntuoso: Mauro. Giulia tenta invano di sfuggire alle lusinghe dell'uomo. Dal canto suo, lui scopre di non riuscire a fare a meno di quella donna che inizialmente desiderava solo per cupidigia. La loro relazione clandestina è travolgente e intrigante. Giulia, giovane, bella, appassionata e sensuale, si trova a fare i conti nuovamente con il destino, in un susseguirsi di avvenimenti che sembrano sopraffarla. E una sera, fra le luci soffuse di un piano bar scopre che al peggio non c'è mai fine. Ma con la forza che solo una donna temprata dalle avversità della vita può avere, rimette in sesto corpo e anima per ricominciare un nuovo cammino.
Breve recensione:
Autrice: Patrizia Berti
Editore: 0111 Edizioni
Sinossi: Giulia è una giovane donna, mamma e moglie a tempo pieno, provata dalla vita, che l'ha privata in giovane età dei genitori, dai tradimenti del marito e delusa dalle amicizie. Decide che è arrivato il momento di cambiare e per farlo si mette alla ricerca di un lavoro. Ma la nuova occupazione porta con sé una serie di avvenimenti che sconvolgono la sua vita, fino a quel momento piatta e noiosa. Trova ad attenderla l'amore, la passione e il tormento, fra le braccia di un imprenditore egoista e presuntuoso: Mauro. Giulia tenta invano di sfuggire alle lusinghe dell'uomo. Dal canto suo, lui scopre di non riuscire a fare a meno di quella donna che inizialmente desiderava solo per cupidigia. La loro relazione clandestina è travolgente e intrigante. Giulia, giovane, bella, appassionata e sensuale, si trova a fare i conti nuovamente con il destino, in un susseguirsi di avvenimenti che sembrano sopraffarla. E una sera, fra le luci soffuse di un piano bar scopre che al peggio non c'è mai fine. Ma con la forza che solo una donna temprata dalle avversità della vita può avere, rimette in sesto corpo e anima per ricominciare un nuovo cammino.
Breve recensione:
Premetto che sul romance nutro congenitamente delle riserve
perché talvolta offrono immagini stereotipate e deformate del rapporto amoroso
e dei protagonisti. La Forza di una Donna però mi ha sorpreso in positivo
perché non c’è stereotipo nei protagonisti, ben delineati, e l’eroina, Giulia,
una donna già provata dalla vita, anche
se inizialmente si fa coinvolgere in un rapporto degradante, perché nato sotto
la scintilla della passione ma destinato, almeno in principio, a non evolversi
in nulla, riuscirà a trovare la forza per rinascere, per valorizzare se stessa
e per rimettere la sua vita sui giusti binari. Quindi, per gli amanti del
romance questo libro è consigliato, perché scritto in modo scorrevole e fluido
e con un finale non scontato.
© Copyright Elena G. Santoro maggio 2014
© Copyright Elena G. Santoro maggio 2014
venerdì 2 maggio 2014
Titolo: Oltre i confini del mondo
Autrice: Ornella Nalon
Casa editrice: 0111 Edizioni
Sinossi: Assireni è una donna poco più che quarantenne appartenente al popolo dei Masai che vive in un piccolo villaggio sugli altopiani della Rift Valley, esteso territorio situato tra il lago Vittoria e il monte Kilimanjaro, in Tanzania. A qualche chilometro di distanza è stata costruita una struttura ospedaliera con lo specifico compito di dare assistenza sanitaria alle popolazioni dei paesi circostanti, sprovvisti anche delle infrastrutture di base e in cui imperversa la povertà più assoluta. Fa parte del personale sanitario Eleonora, medico chirurgo sessantenne di nazionalità italiana, alla quale Assireni racconterà la sua vita.
Al racconto delle esperienze della donna masai si intrecceranno i ricordi della dottoressa italiana che, in un crescendo di emozioni, metteranno a confronto due vissuti derivanti da origini e culture diametralmente opposte ma che, tuttavia, ne determineranno alcune similitudini riconducibili al loro iniziale smarrimento e al loro successivo riscatto.
Breve recensione di Elena G. Santoro:
Autrice: Ornella Nalon
Casa editrice: 0111 Edizioni
Sinossi: Assireni è una donna poco più che quarantenne appartenente al popolo dei Masai che vive in un piccolo villaggio sugli altopiani della Rift Valley, esteso territorio situato tra il lago Vittoria e il monte Kilimanjaro, in Tanzania. A qualche chilometro di distanza è stata costruita una struttura ospedaliera con lo specifico compito di dare assistenza sanitaria alle popolazioni dei paesi circostanti, sprovvisti anche delle infrastrutture di base e in cui imperversa la povertà più assoluta. Fa parte del personale sanitario Eleonora, medico chirurgo sessantenne di nazionalità italiana, alla quale Assireni racconterà la sua vita.
Al racconto delle esperienze della donna masai si intrecceranno i ricordi della dottoressa italiana che, in un crescendo di emozioni, metteranno a confronto due vissuti derivanti da origini e culture diametralmente opposte ma che, tuttavia, ne determineranno alcune similitudini riconducibili al loro iniziale smarrimento e al loro successivo riscatto.
Breve recensione di Elena G. Santoro:
Una bella storia,
molto commovente e toccante, che narra di due donne apparentemente assai diverse,
cresciute in mondi che non hanno nulla in comune (sono una donna africana
cresciuta in una tribù e una dottoressa italiana che si è stabilita in Africa
per dedicare la sua vita alla missione) ma le cui vicissitudini osservano
invece un parallelismo inimmaginabile. Entrambe hanno lottato per affermare se
stesse in quella che era la società in cui sono cresciute, entrambe ora fanno
un bilancio della propria esistenza e raccolgono i frutti di ciò che hanno
seminato. Hanno conosciuto il dolore, la perdita di persone care, e hanno fatto
i conti con la loro condizione di donna. Un libro scorrevole, asciutto, che
forse poteva essere più sviluppato in alcuni punti, ma che non risparmia
qualche lacrima in certi passaggi struggenti.
© Copyright Elena G. Santoro maggio 2014
© Copyright Elena G. Santoro maggio 2014
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Anteprima di Un errore di gioventù
Un errore di gioventù
Futura è incinta per la seconda volta e a Patrick sembra che il loro mondo sia perfetto, ma una notizia dal passato potrebbe scombinare tutto. Patrick infatti viene contattato da una sua ex, Arlene, che gli confessa di avere una figlia quasi adolescente, che potrebbe essere sua. Lui però non ha il coraggio di rivelarlo alla moglie.
L'occasione di una vita
Tre donne, tre occasioni per cambiare la propria vita. A Londra Futura rimane inaspettatamente incinta, ma Patrick inizialmente non è disposto ad accettare l'idea di diventare padre. Tra i due conviventi scende a lungo il gelo, finché il ragazzo, intenerito dall'ecografia del piccolo, decide di rivedere le proprie posizioni. Non fa in tempo però a manifestare le sue intenzioni che Futura perde il bambino e in conseguenza di ciò decide di allontanarsi, non essendosi sentita sufficientemente amata e capita durante la pur breve gestazione. A Torino Massimo e Ljuda, sposati e con due bambini, si dividono tra lavori part-time e la gestione della Casa di Accoglienza, struttura che si occupa di ospitare donne vittime di violenza che tentano di rimettere insiemi i cocci della loro vita. Ljuda però non è felice, le pesa la perenne carenza di soldi e decide, senza il benestare del marito, di partecipare al Reality più famoso d'Italia, dove è stata scritturata come concorrente, per dare una svolta alla sua esistenza.
Perché ne sono innamorata
Quanti modi ci sono per innamorarsi? E quanti per esprimere l’amore? Come inizia una storia duratura? La sognatrice Manuela, l’introversa e concreta Futura, la tenace Ljuda e la rassegnata Martina sono alle prese, rispettivamente, ma non sempre biunivocamente, con un promesso sposo altrui e inaffidabile, un ragazzo affascinante ma affetto da una patologia genetica, un seminarista e un fidanzato arrogante e violento. Impareranno, a loro spese, a discernere le relazioni sane da quelle malate.
Lettori fissi
Informazioni personali
- Elena Genero Santoro
- Sono nata a Torino nel 1975 dove ancora risiedo e lavoro. Ho pubblicato qualche romanzo e ogni tanto condivido sul blog i miei pensieri.







